Ultima modifica: 16 Maggio 2019
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Da Milano a Mauthausen: 9 Municipi per la Memoria

Dal 3 al 6 maggio 2019 il nostro istituto, insieme ad altre scuole scelte in rappresentanza dei nove municipi di Milano, ha partecipato al progetto “Da Milano a Mauthausen: 9 Municipi per la Memoria”, in onore della memoria delle vittime dei campi di sterminio nazisti. Il viaggio è stato organizzato da Aned e Anpi e finanziato dal Comune di Milano.

Gli studenti e le studentesse partecipanti al viaggio sono Tommaso Bulli, Irene Calamita, Tommaso Cerasi, Daniele Stefano Corradi, Edoardo D’Allio e Camilla Zecca (4F), Giovanni Ballerini e Beatrice Caramazza (4G), accompagnati dal prof. Patrick Martinotta.

Di seguito riportiamo il resoconto del viaggio, compresa una lettera inviata al sindaco Giuseppe Sala, elaborato collettivamente dagli studenti dei vari istituti.

Venerdì 03 maggio 2019: Bolzano

Comincia il viaggio all’insegna dell’immedesimazione della delegazione studentesca milanese verso Mauthausen, partendo da stazione Centrale, stesso punto dal quale venivano deportate migliaia di persone da Milano per raggiungere i lager. Durante il viaggio abbiamo avuto modo di ascoltare vari racconti ricostruiti dagli studenti delle scuole partecipanti, che come compito dovevano ‘adottare’ un deportato. Le loro identità svanite nel nulla non appena giunti a Mauthausen.

A Bolzano abbiamo visitato ciò che resta del Lager. Innanzi al muro, che è tutto ciò che avanza di quell’orrore, abbiamo ascoltato le testimonianze di Leonardo Visco Giraldi e Lionello Bertoldi. La sofferenza è ancora oggi tangibile nei racconti dei testimoni. Ciò che ci ha più stupito è stata la capacità di Bolzano di inglobare uno spazio che precedentemente ha ospitato tremende vicende e disperazione nella città odierna, come quartiere normalizzato, abitato da chi nemmeno conosce la storia reale della zona in cui abita. I testimoni hanno parlato della rete di solidarietà di resistenza che aveva circondato il Lager di Bolzano, e così è terminata la nostra permanenza nella città trentina.

Sabato 4 maggio 2019: castello di Harteim, museo del lavoro coatto, campo di Gusen

La giornata si é aperta con una delle pagine più crude ma anche più nascoste della storia del nazismo: lo sterminio dei disabili. Tra i lager che abbiamo visitato in questo viaggio, il castello di Harteim è l’unico destinato esclusivamente allo sterminio. Colpisce molto il contrasto tra la bellezza del castello, che sembra quello delle fiabe, e gli orrori e le violenze accadute al suo interno. Sconvolgente è anche il fatto che i medici, che per etica professionale devono curare e salvare la vita delle persone, erano invece gli autori dei crimini di queste persone.

Nell’area industriale di Linz abbiamo visitato il museo del lavoro coatto, dove abbiamo conosciuto un’altra tipologia di sfruttamento dei lavoratori, perpetrato anche con l’inganno. Erano lavoratori privi di diritti, in particolare le donne che venivano costrette ad abortire o abbandonare i propri figli. Colpisce il contrasto fra queste donne, che non potevano avere figli, e le donne tedesche, per cui c’era la pena di morte in caso di aborto.

Ci siamo poi trasferiti al campo di Gusen dove il lager è stato trasformato in una zona residenziale. Sono rimasti solo i forni crematori, cuore del memoriale. Il salvataggio di questi ultimi è stato possibile solo grazie all’acquisto del terreno da parte degli ex deportati italiani.

La giornata si è conclusa passando davanti all’ex cancello d’entrata del campo, trasformato in una elegante villa.

Domenica 5 maggio: campo di Mauthausen e lettera al sindaco

Di seguito riportiamo la lettera rivolta al sindaco Giuseppe Sala, scritta dagli studenti e dalle studentesse dopo aver partecipato alla cerimonia internazionale di Mauthausen, momento culminante del viaggio.

Egregio Signor Sindaco,

Oggi abbiamo avuto modo di visitare il lager di Mauthausen e assistere alla cerimonia internazionale del 74° anniversario della liberazione sulla piazza dell’appello. Ciò che ci ha maggiormente colpito è stata la corale partecipazione di tantissimi Paesi, direttamente coinvolti e non. In questa manifestazione abbiamo avuto la possibilità di risalire alle radici dell’Europa unita in cui viviamo oggigiorno, e di ricordarci quanto sia importante impegnarsi a mantenere questa unità, fondata sui valori della tolleranza, comprensione e uguaglianza.

Quest’esperienza è stata ambivalente, sia in modo positivo che negativo. Negativamente perché abbiamo visto fin dove si può spingere la brutalità umana, e che non conosciamo i limiti che essa può raggiungere. Positivamente perché siamo maturati come persone, e ci hanno insegnato i valori di rispetto e libertà. Valori che adesso spetta a noi trasmettere alle generazioni future, per mantenere viva la memoria. Ora siamo noi i nuovi testimoni. Grazie all’occasione che ci è stata data, ora siamo noi i portatori di questo messaggio.

Visitando il lager di Gusen, il museo del lavoro coatto e il castello di Harteim abbiamo notato il forte contrasto tra apparenza e realtà dei fatti. Violenze, torture e atrocità che erano sotto gli occhi di tutti ma allo stesso tempo di nessuno.

Ringraziamo il comune di Milano per averci dato questa opportunità di crescita, speriamo vivamente che altri ragazzi possano vivere questa esperienza, e come noi a loro volta diventare testimoni. “L’individuo può morire, ma la causa no”.

Cordiali saluti dalle ragazze e dai ragazzi dei 9 municipi di Milano




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